Voyager, Rai Due, 12 maggio 2008
Templari: il tesoro in Italia?I Templari sono "più vicini di quanto si sia mai immaginato". O almeno così dicono a Voyager.
Secondo "numerose fonti" ("numerose", badate bene, non "attendibili"

) i Templari avevano trovato oggetti e documenti di grandissima importanza nel Tempio di Salomone a Gerusalemme e il loro compito era quello di tramandarli in segreto.
Chiesa di Santa Maria ad CriptasIn questa chiesa del XIII secolo ci sono affreschi che, secondo "molti" ("molti", notiamo ancora, non "attendibili"

), dimostrerebbero che chi li ha fatti aveva visto la Sindone. A loro parere, la posizione di Gesù sulla croce e il modo in cui in un affresco è raffigurata la Sua mano con il pollice piegato ricordano chiaramente la Sindone.
Voyager suggerisce un collegamento con i Templari perché "sicuramente" erano in possesso della Sindone ("sicuramente"? Non si può essere neppure sicuri che la Sindone
esistesse quando c'erano i Templari, soppressi agli inizi del '300: la datazione al C14 la pone tra il 1260 e il 1390 e non ci sono documenti che si riferiscano ad essa prima del 1353). Inoltre negli affreschi sarebbero rappresentati dei Templari e anche san Giorgio e san Martino sarebbero dipinti con i colori dei Templari (vedi la croce rossa su sfondo bianco).
E ora preparatevi a una cosa voyagerosissima:
le analogie tra Gerusalemme e L'AquilaInfatti, secondo Voyager (che cita come ispiratori Luca Ceccarelli e Paolo Cautilli), L’Aquila sarebbe stata costruita in base alla pianta di Gerusalemme. Ecco alcune "prove" (

):
- entrambe le città sono edificate su un colle ad una altitudine simile, 750 m per Gerusalemme, 721 m per L'Aquila
- la pianta di Gerusalemme coincide "quasi perfettamente" con quella capovolta (nord al posto del sud) di L'Aquila (però la "dimostrazione" grafica fatta vedere non è che sia poi così evidente...)
- entrambe hanno quattro quartieri
- la posizione dei fiumi Cedron e Alterno rispetto alle relative città è simile
- la piscina di Siloe (a Gerusalemme) e la fontana delle 99 cannelle (a L'Aquila) sono entrambe opere idrauliche fatte con grande perizia e sono poste presso una porta nella parte più bassa della città
(a occhio e croce direi che somiglianze di tale livello si possono trovare tra migliaia di città)
Ma non è finita perché c'è spazio pure per un po' di giochetti numerici.
L'Aquila viene associata al numero 99 (come le cannelle della celebre fontana). 99 è anche il numero delle lampade ad olio della Grotta Vaticana.
E ora attenzione ai doppi 9 enunciati da Voyager:
- 9 templari hanno scavato per 9 anni nel tempio di Salomone
- la sala dell’Arca dell'Alleanza del Tempio di Salomone misurava m 9 x 9 (il fatto che allora l’unità di misura metro non esistesse non sembra un ostacolo alla tesi)
- i Templari sono stati fondati nel 1099
(preparatevi, arriva la più bella:)
- L'Aquila ha una longitudine di 42°21' e una latitudine di 13°23':
42°21' -> 4 + 2 + 2 + 1 = 9
13°23' -> 1 +3 + 2 + 3 = 9

A Gerusalemme invece è associato il 66 che è come il 99 capovolto e, come detto più sopra, L'Aquila ha (secondo Voyager, ovviamente) la pianta di Gerusalemme, ma capovolta.
Celestino VVoyager ci dice che papa Celestino V ebbe rapporti con i Templari. Li incontrò a Lione dove soggiornò per due mesi in una loro magione.
Un ruolo importante è attribuito alla basilica di Collemaggio.
Maria Grazia Lopardi (presentata come "saggista") nota che Celestino tornò da Lione nel 1275 e che nel 1288 la chiesa era già consacrata. Come ha fatto in così poco tempo?
Per Voyager c'è (e ti pareva!) la mano dei Templari che hanno soldi e pure straordinarie conoscenze edili, ricavate da manoscritti trovati a Gerusalemme (di cui ovviamente manca ogni traccia).
In un documento custodito dai Massoni tedeschi, dice ancora Lopardi, sono elencati i tesori dei Templari e al primo posto c'è l’indice della mano destra di san Giovanni Battista, donato loro da Baldovino.
E a Collemaggio c'è proprio questa reliquia!
Quindi (ecco il consueto "salto nel buio" voyageriano) i Templari potrebbero aver affidato a Celestino V il loro tesoro e la rinuncia al papato di Celestino V potrebbe essere stata dettata da questo ancor più importante compito, quello di custodire il tesoro del tempio di Salomone. E infatti (in ottica voyageriana, s'intende) sulla tomba di questo papa c'è un "ritratto" di Salomone.