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Teschi di cristallo
view post Posted on 29/5/2008, 12:33Quote
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Voyager, RaiDue, 26 maggio 2008

Il mistero dei teschi di cristallo

Ed eccoci al mistero più di moda del momento grazie all'ultimo film di Indiana Jones: i teschi di cristallo.
Giacobbo esordisce dicendo che per fare un teschio di quel tipo ci vogliono 300 anni, ma la civiltà azteca è durata solo 200 anni. (Non vedo dove sia il problema: il teschio non è azteco, ma un falso molto più recente).
Il primo e più famoso teschio di cristallo sarebbe stato trovato nel novembre del 1923 da Anna, una bambina di dieci anni figlia adottiva di una specie di Indiana Jones (per stare in argomento) dei tempi, Mitchell-Hedges.
Si dice che per le leggende i teschi sarebbero tredici e, una volta uniti, salverebbero l'uomo, da cosa non si sa (lo dice Voyager stesso!), nel fatidico 2012 e farebbero rinascere la civiltà maya.
I Maya chiamerebbero il teschio lembal che significherebbe "conoscenza illuminata".
Un altro famoso teschio di cristallo è quello del British Museum. Voyager dice che gli addetti alle pulizie del museo hanno chiesto che la notte sia tenuto coperto perché lo trovano inquietante.
Un altro ancora è conservato in Francia e sarebbe stato scoperto in Messico alla fine dell'Ottocento.
Quindi c'è il teschio "Max": si dice che sia stato trovato nel 1920 in Guatemala, che sia poi finito in Tibet e quindi in Texas dove oggi si trova.
"Quarzo Rosa", dotato di mandibola mobile, verrebbe da una zona tra l'Honduras e il Guatemala.
E poi c'è "Sha Na Ra", trovato dal "detective psichico" ( :blink: ) Nick Nocerino.
Uno è stato regalato al celebre ente statunitense Smithsonian Institute.
Nessun teschio, però, è stato ritrovato durante scavi ufficiali (lo ammette anche Voyager).
Jamie Sams, presentata come "scrittrice", dice che i teschi provengono da creature venute dal cielo.
Jo Ann Parks, proprietaria di "Max", afferma che secondo i Maya e i nativi americani i teschi vengono dalle Pleiadi e poi sono stati in Atlantide. Dice anche che il teschio di cristallo è come una libreria vivente o un computer.
Voyager propone quindi uno strampalato confronto dicendo che la scienza solo dal XX secolo ha scoperto le proprietà piezoelettriche del quarzo, mentre i sensitivi da sempre usano il quarzo per predire il futuro. :wacko:
Giacobbo dice che il teschio di Mitchell-Hedges è di origine maya.
Viene mostrato un filmato in cui Anna Mitchell-Hedges (che nel frattempo è defunta) racconta che ai tempi della spedizione a Lubaantun, quando aveva dieci anni e mezzo, era salita sul tetto di un tempio e un riflesso le aveva colpito il viso. Il foro attraverso il quale era giunto il riflesso era stato allargato e lei calata giù. (Hanno calato giù una bambina di dieci anni e mezzo? :o: ) Così aveva trovato il teschio di cristallo. Un sacerdote guatemalteco, secondo la Mitchell-Hedges, avrebbe detto che il teschio aveva più di centomila anni. (Esagera... ^_^ )
David Pendergast, del Royal Ontario Museum, dice che è difficile credere che il teschio fosse lì. Se fosse stato un oggetto prezioso, i Maya non lo avrebbero lasciato in un edificio cadente da secoli.
John Pohl, della University of California, si pone qualche domanda: Mitchell-Hedges trova il teschio e se ne va subito? Come poteva sapere che non ce n'erano altri? Forse perché l'aveva messo lì lui?
Negli anni '70 il teschio Mitchell-Hedges fu esaminato.
Il ricercatore Jack Kasters dice che con macchine moderne ci vorrebbe un anno a farlo.
Secondo Voyager, su tale teschio non si vedono segni di lavorazione a macchina.
Il programma riferisce che Mitchell-Hedges riteneva che il teschio provenisse da Atlantide, che poi fosse finito a Gerusalemme e da qui sarebbe stato portato a Lubaantun dai Templari (eccoli anche qua! :lol: Ma visto che i Templari sono stati soppressi ben prima della scoperta dell'America bisognerebbe capire qual è la bufala scelta per questa versione: i Templari erano ancora in giro oppure i Templari sono arrivati in America prima di Colombo?)
Voyager riferisce che secondo alcuni si tratterebbe di falsi fabbricati in Germania, ma obietta che i teschi sono citati in leggende antichissime che parlano del 2012.
Le analisi sul teschio del British Museum hanno mostrato che ci sono solchi paralleli che indicano una lavorazione al tornio. Secondo Voyager, però, non è una prova decisiva perché alcuni studiosi sostengono che il tornio non era sconosciuto nel mondo precolombiano.
Anna Mitchell-Hedges non aveva accettato di concedere il suo teschio per quella serie di esami.
C'erano, invece, Max e Sha Na Ra, ma "inspiegabilmente" (secondo Voyager) non era stato rilasciato alcun commento su questi due teschi.
Quale dei trenta teschi conosciuti siano autentici, conclude Voyager, non si può saperlo. (Mah... io un'idea ce l'ho: son tutti falsi!)
 
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Dei teschi di cristallo si occupa il numero 12 di "Mah".

Nell'articolo introduttivo Indiana Jones e i teschi di cristallo ci sono i commenti di Massimo Polidoro al film di Indiana Jones e al presunto mistero dei teschi:
http://bibliotopia.altervista.org/pubblica...ndianajones.htm

Segue l'articolo di Giorgio Castiglioni I teschi di cristallo. La conclusione è che non esiste alcuna prova che un solo teschio di cristallo sia mai esistito prima del XIX secolo e che le presunte leggende dei maya o di altri popoli americani sui teschi sono in realtà folclore creato negli ultimi decenni e applicato retrospettivamente.
http://bibliotopia.altervista.org/pubblica...mah12teschi.htm

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I teschi del destino, "Voyager", Rai Due, 21 settembre 2009

Versione accorciata del servizio riassunto sopra.
 
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view post Posted on 2/12/2009, 13:37Quote
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La leggenda del primo teschio, "Voyager", Rai Due, 30 novembre 2009

Il teschio in oggetto è ovviamente il teschio Mitchell-Hedges. Si racconta di come Anna Mitchell-Hedges l'avrebbe visto in un edificio il giorno del suo diciassettesimo compleanno e sarebbe stata calata giù per prenderlo.
In un filmato, Anna Mitchell-Hedges dice che il teschio ha la capacità di sentire che ti fidi di lui. (ndr: :wacko: )
Voyager dice che secondo una leggenda ci sarebbero 13 teschi di cristallo e che i discendenti dei Maya crederebbero che, quando saranno tutti e 13 riuniti, si riveleranno grandi segreti. Secondo il computo di Voyager siamo arrivati a 6 teschi ritrovati.
Voyager dice che il teschio Mitchell-Hedges è stato ritenuto a lungo un falso, ma uno studio del 1990 del British Museum avrebbe dato risultati favorevoli all'autenticità (ndr: ? a qualcuno risulta?)
Voyager lo definisce "uno dei più grandi misteri dell'umanità".
 
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view post Posted on 11/1/2010, 19:17Quote
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Qui: http://agr1997.spaces.live.com/Blog/cns...#33;19572.entry
una blogger (Rebecca) parla dei teschi di cristallo (3 gennaio 2009).
Nei commenti Zel lo stesso 3 gennaio commenta:
CITAZIONE
Alcuni link scientifici al riguardo:
www.cicap.org/new/articolo.php?id=101973
www.cicap.org/new/articolo.php?id=100466
Ovviamente, sono tutte storielle di Fanta Archeologia.

e poi
CITAZIONE
Cito anche il Castiglioni:
http://bibliotopia.altervista.org/pubblica...mah12teschi.htm
"Non c’è un solo teschio di cristallo che provenga da uno scavo documentato.
Anna Mitchell-Hedges ha sempre sostenuto di aver trovato lei stessa il suo teschio di cristallo negli anni Venti del secolo scorso a Lubaantun, nell’Honduras Britannico (l’odierno Belize) durante una spedizione condotta da suo padre Frederick Mitchell-Hedges. Nei resoconti della spedizione, però, non c’è alcun cenno al teschio. Mitchell-Hedges ne parlò solo molti anni dopo e nel frattempo, come ha scoperto Jane Maclaren Walsh, della Smithsonian Institution, investigando sul caso, un teschio di cristallo era stato messo all’asta da Sotheby’s nel 1943 ed era stato poi acquistato, guarda caso, proprio da Frederick Mitchell-Hedges. Insomma, nonostante il tentativo di Anna di interpretare diversamente il fatto (un amico di famiglia avrebbe prestato dei soldi a Frederick ricevendo come pegno il teschio di cristallo e l’acquisto scovato da Walsh non sarebbe altro che la restituzione della somma all’amico e del teschio a Mitchell-Hedges – vedi Morton e Thomas, pp.70-71), parrebbe che il teschio non sia stato nominato ai tempi della spedizione per il semplice motivo che non c’era. "

 
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